Al ritorno da una rimpatriata in famiglia, in una città che non conosco bene, non posso fare a meno di pensare a ciò che non ho fatto.

Al treno che non ho preso (ho sbagliato a fare il biglietto), e alla gente che non ho incontrato.

Gente che una vita fa, e io di vite finora ne ho avute tre, era una parte importante dei miei giorni, come io lo ero dei loro.

Gente che ora ha altre priorità. Che non smetterà mai di volermi bene, ma sì, ha altro da fare. E questo altro, nella vita di adesso, è più importante di me.

C’era anche una gattina randagia, che ho lasciato in buone mani. Le gattare di Roma sono incredibili, adesso la poverina sarà nutrita, forse troverà una famiglia.

Avrei voluto prenderla con me, portarla dai cinque gatti che sonnecchiavano in casa mia, costringere tutti e sei a sopportare la canicola in 60 metri quadrati.

Ma ormai so che l’amore è anche questo: responsabilità. Il coraggio di lasciar andare.

Io lascio andare. Magari poi tornano.